Due parole conclusive su Tiziana Cantone (e sul tracciare linee per terra)

Due parole conclusive su Tiziana Cantone (e sul tracciare linee per terra)
 

Vi ringrazio per i molti commenti affettuosi che ho ricevuto a seguito della pubblicazione del video di ieri. Grazie anche a chi dissente su alcuni punti, argomenta e permette a idee diverse dalle sue di mettere in discussione la propria visione delle cose.

A tutti quelli che si dicono invece amareggiati per il confronto con chi non sembra in grado di elaborare l'entità del problema, compresi i vari "e allora le foibe?!" in versione uomo-vs-donna (e allora gli assegni di mantenimento?!?!), non siate amareggiati.

Cambiare una società nella quale l'adulterio è ancora intrinsecamente considerato come una colpa punibile con la morte (quello femminile; quello maschile è ok, viva le side-bitches) non può essere fatto con un video, o con un film, o con un libro.

Il che non significa che queste cose siano inutili, però, perché il loro fine non è evangelizzare, ma essere parte fondante dello sforzo collettivo necessario al creare un ambiente migliore, che sì lentamente influenzi tutti, ma che prima di tutto valga per noi stessi e per quelli vicini a noi.

Parliamoci chiaro: le persone che considereranno gli altri inferiori a loro, perché quella è una puttana e quell'altro è un coglione, quindi entrambi da “fottere” in modi diversi, esisteranno sempre e non si possono cancellare. Quello che possiamo fare, però, è emarginare questa realtà, renderla intollerabile a occhi e orecchie dei tanti che tenderebbero ad ammiccare e ridacchiare e condividere se eccessivamente esposti. Di nuovo, non lo si fa evangelizzando, né imponendo, né tracciando linee per terra che delimitino chi è morale da chi non lo è, chi è superiore da chi è inferiore.

La realtà la si cambia fornendo degli esempi positivi: affermando che questo modo di pensare è intollerabile, è ridicolo ed è lontano da noi, per poi comportarsi di conseguenza, tutti i giorni. Bisogna essere in grado di dimostrare che un comportamento corretto, normale, non renda affatto né gli uomini dei “deboli” né le donne delle “poco di buono”, come amano definirsi gli autoproclamatisi “veri uomini” e “vere donne”.

Io non posso nemmeno immaginare di vivere in una realtà nella quale una donna che tradisce il fidanzato, per quanto sbagliato e condannabile il gesto possa essere, venga considerata un oggetto da usare, filmare, buttare e dimenticare, tutto giustificato dal fatto che l'uomo che la riprende (un figo da paura, uno giusto, secondo le fini analisi della iper progressiva società Italiana) caghi fuori massime che ci affanniamo a riportare su WikiQuote come "quel cornutazzo del tuo fidanzato". Se ognuno di noi si meritasse la morte per gli errori che ha compiuto, per le persone che ha ferito e per le scelte sbagliate che ha fatto nella vita, dovremmo tutti spararci un colpo in testa seduta stante.

Il fatto che i nostri errori non siano diventati virali, e quindi la maggior parte delle persone non ne sia a conoscenza, non dovrebbe fare alcuna differenza. Il fatto che la differenza nella mente di tanti ci sia, invece, è un altro riflesso della cultura del “se nessuno lo sa non è successo”, fortemente improntata all'apparenza più che alla sostanza, che ci contraddistingue in ogni campo.

Io continuerò a vivere ritenendo che nessuno mi sia superiore o inferiore; che tutte le persone, che mi piacciano o non mi piacciano, simpatiche o antipatiche che siano, esattamente come me possiedano lati positivi e negativi, facciano cose belle e brutte e si distinguano per punti di forza e debolezze, cercando per quanto possibile di mettermi nei loro panni, invece che stare sul balcone a pisciare di sotto e sperando al contempo di non dover mai scendere a fare la spesa.

Continuerò a circondarmi di altri che la pensano esattamente così e creerò la mia isola felice, sperando di influenzare tanti che un giorno, magari, possano decidere di fare la stessa cosa. Se avremo vinto lo diranno in futuro i nostri figli e il loro rivolgere gli occhi al cielo dovessero sentire un anziano affermare che una donna si è meritata la morte per un sextape su internet.

I cambiamenti sociali si impongono così: nella quotidianità, lentamente, togliendo l'ossigeno a chi lo voglia utilizzare per dare aria alla bocca. Vale per tutto, dall'accettare le diversità di orientamento sessuale a quelle di religione, passando per le questioni razziali alla piaga dei pantaloni con i risvoltini.

Chi non si adeguerà, come al solito, si troverà a combattere una battaglia a senso unico, sinché l'inverno non se lo sarà portato via.